09/05/09

TEMPERATURA 2.0 aderisce alla SOCIETA' PANNUNZIO per la libertà d'informazione.

è stata da pocop resentata alla stampa la nascente Società Pannunzio per la libertà d'informazione.
l'incontro si è svolto presso il nuovissimo SPAZIO EUROPA di palazzo Campanari a Roma.
qui potete ascoltare tutti gli interventi.


44° posto è quello che L'italia occupa nella classifica mondiale della libertà di stampa, redatta come ogni anno da Reporters sans frontières, (che ha aderito alla Società Pannunzio) una posizione persino in discesa rispetto a quella dell'anno precedente, indicativa di una situazione che pur sotto l'occhio (e la mente) di tutti non riesce ad avere una evidenza pubblica tale da invertirne la tendenza.

La neonata Società Pannunzio per la libertà d'informazione, che sta coinvolgendo personalità, fondazioni, associazioni, testate giornalistiche, blog e siti internet, case editrici ecc. si rivolge sostanzialmente a due grandi interlocutori il legislatore e il lettore, attraverso alcune proposte concrete, espresse in quattro libri-dossier che articolano puntualmente questioni e soluzioni, come: risolvere il legame politica - economia - editoria, piuttosto che tutelare il lettore come utente o consumatore finale di un certo tipo di prodotti stampa o web che siano. si veda a proposito il LIBRO BLU a cura di Enzo Marzo



" non intenderà limitarsi alle analisi, ma intervenire, anche in sede europea per far rispettare le leggi attuali molte delle quali disattese, e per affrontare i l nodo delle proprietà editoriali dei giornali. Inoltre, cercheremo di fondare dal nulla i “diritti dei lettori”.

questi gli incipit estratti dalla DICHIARAZIONE DI INTENTI

- ESSERE CONSAPEVOLI CHE I MEDIA NON SONO LIBERI.
- NON C’E’ DEMOCRAZIA SENZA INFORMAZIONE INDIPENDENTE.
- I TRE POTERI DELLA “SFERA PUBBLICA”: PER UN NUOVO SEPARATISMO.
- CITTADINI, LETTORI, CONSUMATORI.
- L’INFORMAZIONE NELLA RETE.
- UNA POLITICA RIFORMATRICE.


Temperatura 2.0 aderisce a questa iniziativa poichè crediamo che legare le problematiche attuali che la rete e la cultura digitale stanno affrontando, a quelle piu tradizionali come quelle affrontate sino ad ora dal mondo del giornalismo, sia, oltre che legittimo, opportuno per trovare concretamente delle risposte, che altrimenti da sola questa classe politico - culturale non è in grado di risolvere. (basti pensare alla discussione sul diritto d'autore e la libertà dinformazione nella rete). si veda a proposito l'interessantissimo LIBRO ARANCIONE curato da Guido Scorza

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